Sala 4 - Età tardo antica

Le testimonianze relative all’epoca tardoantica e altomedievale in Lomellina sono assai meno numerose di quelle delle epoche precedenti, ma non meno significative.

 TesorettoMorsellaA questo proposito va ricordato il centro di Lomello, uno dei siti archeologici più significativi della Lomellina, che vede una continuità di insediamento dall’età del Ferro al Medioevo. Va citato in particolare lo scavo archeologico dell’area di Villa Maria, dove le ricerche hanno permesso di mettere in luce un ampio tratto delle mura di fortificazione nonché resti dell’insediamento pluristratificato fino all’età bassomedievale.

Per l’epoca tardoantica si ricorda una sepoltura di pregio costruita all’interno di un edificio di età romana abbandonato. La tomba, che per la ricchezza del corredo non ha confronti in Lomellina, è databile intorno alla seconda metà del IV secolo d. C. grazie alla presenza di una moneta in bronzo (un follis di Costanzo II, coniato intorno al 350).

Altri materiali selezionati ed esposti, riferibili sia al mondo militare (la guarnigione del presidio) sia alla vita dei civili, sono caratteristici del momento di passaggio tra tarda antichità e medioevo.  Si ricordano le monete, i reperti in metallo e la pietra ollare, insieme ad altri oggetti che si segnalano per la preziosità o la curiosità (calice in vetro, dado in osso).

 In altre vetrine della sala si osservano gli oggetti provenienti da sepolture longobarde rinvenute, in tempi diversi, a Cava Manara (località Torre dei Torti), Garlasco (località Bozzole) e San Martino Siccomario, databili entro la prima metà del VII secolo. La presenza delle armi (spadascramasax, coltello, guarnizioni di cinture reggiarmi in bronzo o ferro) caratterizza i corredi maschili di Cava Manara e Garlasco, pertinenti a guerrieri anche se forse non con un ruolo sociale di grande rilievo.

Conclude l’esposizione il tesoretto di antoniniani rinvenuto in loc. Morsella (tra Gambolò e Vigevano), nel 1978: si tratta di circa 1400 monete di fine III secolo d.C., originariamente contenute in un’olla fittile, ancora in buono stato di conservazione, evidentemente interrate poco dopo il conio.