Il luogo e la sede

Il Catello Sforzesco

L’esistenza di un punto fortificato in corrispondenza dell’attuale centro di Vigevano, destinato ad accogliere la popolazione delle zone circostanti in caso di pericolo, è attestata per la prima volta a partire dal 963.

Più volte distrutto e ricostruito durante le lotte tra Milano e Pavia durante il XIII secolo, il castrum subì decisi cambiamenti a partire dall’epoca viscontea.

Luchino Visconti, Podestà e poi Signore di Vigevano, iniziò un’intensa opera di trasformazione del fortilizio medievale, per farne una vera e propria fortificazione e dimora signorile, attività continuata anche dai suoi successori. Nel 1347 costruì un nuovo castrum, la Rocca di Belriguardo dalla spiccata vocazione difensiva (Rocca Vecchia), collegandola attraverso una Strada Coperta al Castello. Questo, perduta la sua funzione difensiva, assunse sempre più il carattere di residenza privata con la realizzazione del Maschio (così chiamato per la sua posizione preminente), la cui imponente struttura è ingentilita da eleganti bifore.

Castello_3 TorreBramante_1

Finito il dominio visconteo e dopo un breve periodo di indipendenza della città, gli Sforza conquistarono Vigevano nel 1449, riprendendo l’attività di trasformazione del Castello. Questo vide quindi un periodo di nuova fioritura, soprattutto sotto Ludovico il Moro, che completò la costruzione della Falconiera e chiuse la cerchia del cortile con l’ultima e più imponenete delle tre scuderie, detta appunto “di Ludovico”.

Ad ampliamento del Maschio venne poi realizzato un giardino pensile racchiuso da due edifici porticati progettati dal Bramante, di cui resta solo l'edificio meridionale chiamato “loggia delle dame”. All’opera del Bramante si ascrive anche parte della decorazione pittorica che abbelliva le pareti rivolte al cortile del complesso di edifici e il completamento della torre.

In questo periodo venne anche creata la Piazza Ducale, straordinario scenario per l’accesso alla residenza ducale.

Con la caduta degli Sforza il Castello passò dalla dominazione Spagnola, quindi Austriaca e infine ai Savoia, trasformandosi progressivamente in una caserma. Numerose furono le modifiche alla struttura originaria, tra cui, alla metà del 1800, la costruzione dell’ingresso Neogotico da parte dell’ing. Inverardi. Il Castello svolse la funzione di caserma fino al 1967, quando divenne proprietà del Demanio.

Dopo i lavori di restauro iniziati nel 1980, le scuderie e le strutture ad esse annesse sono state rese fruibili per ospitare, oltre al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, anche i Musei Civici.

 

La Scuderia

Scuderia_1Nel 1471, Galeazzo Maria Sforza affidò a Maffeo da Como la realizzazione delle due scuderie poste sul lato ovest del cortile, tra cui quella in cui è attualmente ospitato il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina.

Le precedenti “stalere” vennero trasformate con la realizzazione, al piano inferiore, di uno spazio a tre navate divise da colonne in serizzo con capitelli anch’essi in serizzo. La scuderia è coperta da volte a crociera in muratura, che conferiscono alla struttura un aspetto di raffinata eleganza.

Fu invece Ludovico il Moro a chiudere il cortile con l’aggiunta dell’ultima scuderia, adiacente alla torre. Inoltre uniformò le facciate degli edifici con una decorazione a finta architettura ideata da Bramante.